Lettori fissi
lunedì 4 agosto 2014
lunedì 21 luglio 2014
Articolo su Grandangolo di Diego Romeo
UN CONVEGNO A 48 ANNI DALLA
FRANA DI AGRIGENTO
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| Fotogallery di Diego Romeo |
Fu tremendo quel 19 luglio
1966. La mattina , all’alba, la frana di Agrigento; la sera, uno sconosciuto
centravanti medico odontoiatra della Corea del Nord rifilava all’Italia dei
mondiali di calcio il gol dell’eliminazione
dal torneo. La sconfitta con la Corea venne subito sotterrata mentre l’ascia di
guerra politica venne brandita da socialisti e comunisti contro Agrigento. Aldo Moro, presidente del
consiglio manifesta preoccupazione “per i
riflessi nei confronti degli Enti locali e della regione e per la prevista
revoca o sospensione delle licenze d’appalto che potrebbe arrestare la vita
economica di una città depressa come Agrigento”. Giulio Andreotti si unisce
alle riserve di Moro e si chiede se “il
fatto di Agrigento sia occasionale e anomalo o non sia piuttosto manifestazione
di un andamento di carattere più generale”. Con Andreotti si schierano
Colombo, Taviani e Gui. L’Amico del Popolo scrive:”Si è fatto un gran parlare circa eventuali responsabilità della
catastrofe di Agrigento. Non serve! La responsabilità investe tanta parte della
nostra società che volerla perseguire sarebbe come inseguire farfalle sotto
l’Arco di Tito”. Le ACLI di Agrigento, non lambite da fermenti innovatori
condannano “la personale, non cristiana,
ingiustificata e perdurante volontà del ministro Mancini di tenere sotto accusa
e nel gravissimo disagio economico un’intera
popolazione”. Mons, Ginex, fratello del sindaco
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| Massimo Ventimiglia Architetto Paesaggista Ricercatore di restauro |
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| Gaetano Gucciardo Docente di Sociologia generale e di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale |
Ma non è ancora
finita e il 5 dicembre 66 l’on. Alicata
incalza ancora il Parlamento italiano: “Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole ministro dei lavori pubblici, è purtroppo assai
significativo che il Parlamento torni ad occuparsi di quello che anche in un
documento ufficiale, qual è la relazione Martuscelli, viene definito “il saccheggio di Agrigento”, dopo
che, nel mese e mezzo circa che è trascorso fra la conclusione del dibattito al
Senato e l'inizio della discussione in questo ramo del Parlamento, l'opinione
pubblica, le forze politiche, il Parlamento stesso hanno dovuto concentrare la
loro attenzione sugli eventi dolorosi e drammatici che hanno sconvolto e ancora
purtroppo sconvolgono intere regioni del paese. Firenze e Venezia, come
Agrigento, rappresentano anelli insostituibili di un processo storico e
culturale di fronte al quale non si dovrebbe essere insensibili se si è, non
dirò dotati di coscienza nazionale, ma uomini civili e moderni, e cioè animati
da quel senso della storia che all'uomo moderno è o dovrebbe essere proprio”.
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| Andrea Bartoli Farm Cultural Park |
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| Don Giuseppe Pontillo Direttore dell'Ufficio Diocesano BBCCEE |
Oggi, 48 anni dopo, oltre al documentario “L’India è in Sicilia” per la regia di Massimo De Santis, è stato letto il discorso di Mario Alicata dall’attrice Marcella Lattuca che ha dato il via ad un convegno durato oltre tre ore con sapienti e futuribili relazioni svolte da Beniamino Biondi_Laboratorio Vallicaldi; Don Giuseppe Pontillo che ha riferito in assenza dell’arcivescovo Montenegro; esperienze di rigenerazione urbana sono state raccontate da Andrea Bartoli delle Cultural Farm di Favara che sarà insignito il 26 luglio al Lido dei Ciclopi di Catania del Premio Galatea; dal” Rudere Project” e “Nonsostare”. Gli interventi sono stati di Matteo Delpini Sostituto Procuratore Tribunale di Agrigento con "L'esito giudiziario del processo a carico degli amministratori pubblici e degli imprenditori"; Gaetano Gucciardo_Università degli studi di Palermo con "La regolazione sociale e la crescita urbana di Agrigento"; Gaspare Massimo Ventimiglia_Università degli studi di Palermo con "Autenticità e identità nella salvaguardia dei centri storici"; Maurizio Carta_Università degli studi di Palermo con "Re-immaginare la città senziente e dialogica"; infine Daniela Ciaffi_Università degli studi di Palermo con "Partecipare, decidere, collaborare, fare".
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Beniamino Biondi Scrittore e saggista |
Discorsi equanimi,
sensatissimi ma ancora oggi ci troviamo a dibatterci tra sciacalli e insipidi amministratori
e
“a morire- scrive Beniamino Biondi- non è soltanto la “cattedrale”, ma l’intera famiglia agrigentina,
frutto non di un atto di amore, ma disgregata e non riconoscente della vita
ricevuta in dono, babele di personalismi meschini. Cosa è accaduto in città,
quale maledizione ha subito per far si che tutto ciò sia?
Di quale terribile incantesimo è stata vittima la
cittadinanza per non aver contezza alcuna dello stato di abbandono in cui versa
e nel quale vive la propria quotidianità? E soprattutto quale paura, quale
vessazione, o quale altro primitivo atto di coazione, di coercizione ha subito
e continua a subire, per preferire questo misero presente ad uno di
normalità? Atti di disamore verso i
propri figli si susseguono indisturbati, incontrastati, e individuano un futuro
di miseria collettiva. Come, infatti, non voler porre in essere
qualsiasi
straordinaria misura atta a invertire la continua emorragia cittadina di
giovani? Governare una città ed esserne classe dirigente, essere quindi traino
culturale ed esempio imprenditoriale vuol dire non solo amministrare, far conti
e equilibrare bilanci, ma anche sostenere, incoraggiare, indirizzare ed
individuare una via che vada oltre il presente, che suggerisca una speranza
futura.
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| Architetto, Dottore di Ricerca in Pianificazione territoriale e Sviluppo Locale |
Ad Agrigento, tutto questo, non è accaduto e non accade,
e le prove risiedono in ogni angolo di città. Non solo la Cattedrale, ma
l’interna città soffre e sembra, oggi, aver cessato di combattere, di sperare.
Per quanto tempo ancora, ci domandiamo, tutto questo deve continuare? Cos’altro
deve accadere ad Agrigento per avviare una vera concreta inversione di rotta?”
Nel convegno di
ieri, l’opinione pubblica, i docenti universitari di architettura e studiosi di
scienze sociali e di storia urbana, hanno dispiegato un tentativo di progetto chiaro e concreto su modalità di
azione e prospettive d’intervento culturale.
Il Laboratorio Vallicaldi, che dall’estate del 2013 ha aggregato
stratificati ambiti di cittadini, ha posto in essere una serie di misure di
rigenerazione urbana, di operosità collettiva che hanno misurato ancora forse
gli ultimi battiti di speranza per questa città. E mai pago ha continuato ad
aggregare, ricevendo adesioni ad alcune iniziative da parte di altre decine di
associazioni ed enti che hanno risposto all’appello sottoscritto poche
settimane addietro, attraverso il quale si chiedeva l’apertura di un dibattito
pubblico sulla città. Si continua a discutere, a individuare, ad avere
consapevolezza di misure urgenti mentre per la cronaca dobbiamo registrare
l’assenza in questo convegno di politici
e amministratori. E lunedì prossimo , probabilmente, li vedremo tutti al
collegio dei Filippini dove si presenta
libro di Pietrangelo Buttafuoco “Buttanissima Sicilia”. Forse lì sapremo chi
sono gli utilizzatori finali della peripatetica Sicilia.venerdì 18 luglio 2014
Convegno sul Centro Storico "Dalla realtà le visioni"
IL LABORATORIO VALLICALDI PRESENTA
Al 48° anno dalla frana del 1966 che colpì la parte occidentale di Agrigento, cogliamo l'occasione di invitare l'intera cittadinanza e la classe politica tutta a partecipare alla tavola rotonda, che avrà come oggetto del confronto l'analisi dell'intricato processo di involuzione urbana che ha subito la città.
Al 48° anno dalla frana del 1966 che colpì la parte occidentale di Agrigento, cogliamo l'occasione di invitare l'intera cittadinanza e la classe politica tutta a partecipare alla tavola rotonda, che avrà come oggetto del confronto l'analisi dell'intricato processo di involuzione urbana che ha subito la città.
DALLA REALTA’ LE VISIONI
ORIENTAMENTI D'ANALISI E PROSPETTIVE FRA ARCHITETTURA, RICERCA
SOCIALE E
RIGENERAZIONE URBANA
Sabato 19 Luglio 2014_Teatro Della Posta Vecchia,
Agrigento_ Ore 20:30
INTRODUZIONE:
Intervento parlamentare di M. Alicata del 1966_Lettura
di Marcella Lattuca;
-Beniamino Biondi_Laboratorio Vallicaldi;
S.E. Don Franco Montenegro_Arcivescovo Arcidiocesi
di Agrigento;
Proiezione del video <<L'India in
Sicilia>> di Massimo De Santis [1966].
ESPERIENZE DI RIGENERAZIONE URBANA:
Andre Bartoli_ FARM CULTURAL PARK;
Rudere Project;
NonSoStare
INTERVENTI:
MATTEO DELPINI_Sostituto Procuratore Tribunale di
Agrigento. "L'esito giudiziario del processo a carico degli amministratori
pubblici e degli imprenditori";
GAETANO GUCCIARDO_Università degli studi di
Palermo. "La regolazione sociale e la crescita urbana di Agrigento";
GASPARE MASSIMO VENTIMIGLIA_Università degli studi
di Palermo. "Autenticità e identità nella salvaguardia dei centri
storici";
MAURIZIO CARTA_Università degli studi di Palermo.
"Re-immaginare la città senziente e dialogica";
DANIELA CIAFFI_Università degli studi di Palermo.
"Partecipare, decidere, collaborare, fare".
COORDINAMENTO A CURA DI:
DARIO PIPARO
Seguirà un piccolo rinfresco.
sabato 12 luglio 2014
Contest Una StoriaCon il Sud
Aiutiamo questi ragazzi che insieme a noi hanno aiutano la città... inseguendo il sogno di una Agrigento più civile, più dignitosa, più fiera, più degna, per favore APRITE IL LINK e cliccare mi piace sull'articolo...non costa nulla
sabato 7 giugno 2014
Vallicaldi Open Street
Programma
18:00 - 20:00
Via Vallicaldi
Baratto del Libro: banchetto per il dono e lo scambio di libri
Mercatini di prodotti artigianali e vintage
Angela Gulino: Letture di prosa dalle "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello e poesie di Beniamino Biondi
“Estemporanea di pittura” a cura di:
Luca Palumbo
“Live hand painted lettering”a cura di:
GianlucaMilitello
Dj set di musica classica by Andrea Vanadia
20:00 - 22:00
Galleria Vallicaldi
Inaugurazione mostra "Omaggio a Carelman: estratti dall'opera Catalogo d'oggetti introvabili" a cura dell'Ass. cult. Alibi di Palermo
Galleria Cannameli
Anteprima della mostra “Veniteci-vi-li a vedere” a cura del gruppo Artificio
Via Vallicaldi
Aperitivo etnico a cura di Ezzarha e dell'associazione A.D.I.L.A.
Movimenti coreografici a cura della scuola A.D.D.I.S diretta da Silvana Tabbone
Performance di body art a cura di Fabio Casablanca( in arte Daddy) dello studio Andromac'art
22:00 - 02:00
Concerto live EL V&CICO
Dj set by Dj Biting
venerdì 4 aprile 2014
Rabat RABATO
Rabat Rabato
Una festa di civismo e aggregazione dedicata ai
bambini e al recupero urbano
Ore 10:
Raduno in Piazza S. Croce
Incontro di lavoro con una comunità di migranti (a
cura di Acuarinto)
Percorsi di gioco per adulti e bambini (a cura di
A.S.C.)
Interventi di decoro urbano e recupero ambientale
(a cura del Comitato Rabato, LabMura, NonSoStare)
Ore 12: Santa messa nella chiesa di S. Croce
Ore 16: Percorsi di educazione artistica (a cura
di Ludivine Louvet)
Interventi di pulizia pubblica e prosecuzione dei
lavori
Nell’arco della giornata saranno offerti ai
bambini e agli adulti spremute d’arancia, succhi di frutta, acqua, merendine e
pizze offerte da alcune attività commerciali in forma di sostegno
all’iniziativa.
DOMENICA 6 APRILE
PIAZZA SANTA CROCE
DALLE ORE 10 ALLE ORE 19
Si invitano tutti i cittadini alla partecipazione
attiva.
domenica 12 gennaio 2014
Vallicaldi Road, con Settimio Biondi


Una lunga conversazione, intensa e piena di risvolti si è addentrata, come era ovvio accadesse, nella antropologia socio-culturale esplorando anche il ruolo dei significati, le ambiguità e le contraddizioni delle relazioni sociali, comprendendo le logiche di fondo del comportamento sociale. Con Settimio Biondi abbiamo potuto constatare la comunicazione avvenuta nel tempo, esaminata in relazione all'azione, alla pratica e al contesto storico nel quale essa ha avuto luogo. Il quartiere a sud di via Atenea comprendente le vie Gallo, Bagli, Cannameli, Vallicaldi, Boccerie, non ha una valenza artistica o di importanza architettonica significativa ha spiegato il Dott. Biondi, ma essa ricopre un aspetto molto importante sul piano dell'antropologia socio-culturale come punto di inizio per riaffermare la propria identità, attraverso cui combattere con semplici azioni la sinistra volontà di disgregare l'identità delle persone a partire dai valori morali e culturali.
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